L’arte del Kintsugi e il valore di guarire le ferite al Centro di Senologia dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata

Se rompiamo un oggetto lo consideriamo inutile e danneggiato, così come le cicatrici fisiche e interiori che ci appaiono come qualcosa da nascondere. Ma è attraverso il Kintsugi, un’antica tecnica di restauro della ceramica giapponese con l’oro, che possiamo iniziare a considerare le nostre crepe e le nostre fragilità come qualcosa di prezioso e autentico. Da questo assunto prende forma il progetto di natura sociale ‘Kintsugi, l’arte di guarire le ferite’, nato dall’idea di una volontaria dell’Associazione Mnemosyne, Margherita de Cesare, e realizzato in collaborazione con la Fondazione Prometeus ETS e con il Centro di Senologia dell’A.O. San Giovanni Addolorata. Questo innovativo progetto di arte terapia – che unisce una secolare arte giapponese e la medicina – si rivolge alle pazienti oncologiche del centro di Senologia dell’A.O. San Giovanni Addolorata per supportarle nel loro percorso di cura.

Il progetto è stato presentato nella giornata odierna presso l’Antico Atrio del Complesso Monumentale San Giovanni a Roma alla presenza di personalità di spicco.

La conferenza è stata aperta dal Dott. Lucio Fortunato – Chirurgo Senologo, Direttore UOC Senologia Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma e Presidente della Fondazione Prometeus ETS: “Nella Breast Unit siamo impegnati a trattare i tumori alla mammella. Oggi la guarigione completa si assesta su una percentuale del 90% circa. Ma un terzo delle donne che hanno sviluppato tumori soffre di problemi di ansia e depressione, problemi familiari, lavorativi, economici, una su dieci viene lasciata dal proprio partner. Tutto questo, ovvero ciò che avviene ‘dopo’ ci riguarda e non può lasciarci indifferenti. Anche per questo, l’iniziativa ha generato entusiasmo”.

 La parola è poi passata ad Hara Takahiro – Primo Segretario dell’Ambasciata del Giappone in Italia, che ha manifestato la sua completa adesione al progetto: “Ho sperimentato personalmente l’arte del kintsugi in Giappone. In un processo di restauro ogni persona ha la sua storia. Sarei davvero felice se il kintsugi si diffondesse come arte terapia per accompagnare le singole storie delle donne in cura. Questo rappresenterebbe un interscambio culturale importante”.

La Dott.ssa Maria Paola Corradi – Direttore Generale dell’A.O. San Giovanni Addolorata ha dichiarato: “Il nostro Centro di Senologia si è sempre caratterizzato per la particolare attenzione che rivolge alle sue pazienti attraverso la promozione di iniziative volte al miglioramento della qualità di vita e che abbiamo potuto realizzare con il prezioso e imprescindibile sostegno delle Associazioni che collaborano con l’Azienda. Ringrazio di cuore l’Associazione Mnemosyne e la Fondazione Prometeus ETS per questo innovativo progetto, che unendo l’arte giapponese Kintsugi e la medicina, supporta e completa il difficile percorso delle nostre pazienti oncologiche, aiutandole nel recupero del benessere psico-emotivo”.

La conferenza è proseguita con l’intervento di Paolo Linetti, storico dell’arte giapponese, insignito dell’onorificenza dal Ministero degli affari Esteri Giapponese per la promozione della cultura nipponica: “L’oggetto artistico per i giapponesi è ristoratore, da cosa creata diventa ricreativa per l’osservatore Il kintsugi è l’arte di ripristinare un’opera rendendola più solida e bella, ma Anita Cerrato ha saputo trascendere questa filosofia, unendo il Kintsugi alla psiconcologia e all’arte terapia. La vera eccezionalità è che lei ha saputo rendere triplice la natura della creazione: ossia un’opera artistica, un trofeo e un’allegoria di sé stessi.”

La tecnica del kintsugi è sempre più spesso utilizzata come metafora del rinnovamento e della capacità di trasformare una difficoltà o una brutta esperienza in un’opportunità̀ – prosegue Anita Cerrato, Maestra d’Arte e di Mestiere e nota eminenza nell’arte del Kintsugi, fondatrice con Giancarlo Bozzani dell’atelier Kintsu Handmade – I corsi gratuiti realizzati presso i reparti oncologici, le strutture di recupero e le case famiglia ci avvicinano ad una frase di C.G. Jung, che amo molto: ‘spesso accade che le mani riescano a risolvere un mistero attorno al quale l’intelletto si è affannato inutilmente’

La conferenza si è conclusa con le parole di Daniela Sauda – Coordinator di Fondazione Prometeus ETS:“Come volontaria della Fondazione Prometeus sono molto contenta e orgogliosa che anche i laboratori di Kintsugi entrino a far parte delle attività che la Fondazione offre gratuitamente alle pazienti che afferisco al Centro di Senologia di questo Ospedale. Ringrazio di cuore tutti gli attori del progetto che si sono impegnati perché potessimo raggiungere questo ulteriore obiettivo. e ringrazio tutta la Breast Unit: dai medici, agli infermieri, a tutti gli operatori e a tutte le volontarie impegnati quotidianamente nel Centro di Senologia, che ha saputo diventare un vero punto di riferimento per le pazienti”.

Un omaggio all’arte del kintsugi si è concretizzato infine con la proiezione di “Ferite”, diretto e interpretato da Valentino Bedini. Un viaggio poetico e visivo che svela la bellezza delle imperfezioni umane. Attraverso immagini evocative e un’accorata narrazione, il film esplora le crepe invisibili che la vita lascia su di noi, ferite che non sono segni di debolezza ma testimonianze della nostra resilienza. Ispirato al Kintsugi, il film celebra le cicatrici come simboli di forza e trasformazione. Un omaggio a coloro che, segnati dal dolore, brillano ancora di più.

Al termine della conferenza stampa, presso il Centro di Senologia dell’A.O. San Giovanni Addolorata, ha preso il via il laboratorio di Kintsugi condotto da Anita Cerrato – già allieva della maestra Iku Nishigawa, che vive e opera a Oxford, e del maestro Sato Takahiko, di Kyoto – che ha coinvolto dieci pazienti oncologiche del centro di Senologia dell’A.O. San Giovanni Addolorata.

L’iniziativa ‘Kintsugi, l’arte di guarire le ferite’ è patrocinata da Ambasciata Giapponese in Italia, Istituto Giapponese di Cultura, Fondazione Italia – Giappone, Museo d’Arte Orientale collezione Mazzocchi ed è realizzata in collaborazione con è realizzata in collaborazione con Kintsu Handmade, LAB81® e Santa Ponsa Film.