Milano Art Week. Al PAC “Body of Evidence”, la personale dell’artista iraniana Shirin Neshat

Milano – Milano Art Week al via: ad ‘inaugurare’ simbolicamente il ricco programma di eventi previsti durante la settimana dedicata all’arte in tutte le sue forme e linguaggi è ‘Body of Evidence’, l’ampia personale dell’artista iraniana Shirin Neshat –  vincitrice del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999, del Leone d’Argento per la Miglior Regia al Film Festival di Venezia nel 2009 e del Praemium Imperiale a Tokyo nel 2017 – allestita negli spazi del PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano.

La mostra, promossa da Comune di Milano – Cultura, prodotta dal PAC e Silvana Editoriale, apre al pubblico dal 28 marzo all’8 giugno 2025 nell’ambito della Milano Art Week, il palinsesto coordinato e promosso dall’Amministrazione insieme ad Arte Totale ETS, che trasforma la città in un palcoscenico dedicato all’arte dal 1° al 6 aprile, con oltre 380 appuntamenti tra mostre, talk, visite guidate, workshop, aperture straordinarie, incontri con gli artisti e performance, che coinvolge oltre 220 promotori tra istituzioni, musei, università, fondazioni, gallerie e associazioni.

Curata da Diego Sileo e Beatrice Benedetti, la mostra al PAC ripercorre oltre trent’anni di carriera dell’artista, attraverso una decina di video-installazioni e quasi duecento opere fotografiche, entrate a far parte delle maggiori collezioni museali al mondo, come quelle del Whitney Museum, del MoMA, del Guggenheim di New York e della Tate Modern.

“La mostra dedicata a Shirin Neshat rappresenta un’occasione unica per esplorare l’opera di un’artista che, attraverso un linguaggio visivo potente e stratificato, ha saputo raccontare le complesse tensioni tra identità, memoria e appartenenza. ‘Body of Evidence’ ci invita a riflettere sul rapporto tra individuo e collettività, tra storia e contemporaneità, offrendo una lettura puntuale delle sfide del nostro tempo – ha detto l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi –. Con questo progetto, il PAC si conferma lo spazio privilegiato per il confronto sui grandi temi della contemporaneità e la mostra, tra gli eventi centrali dell’edizione 2025 di Milano Art Week, stimola una riflessione profonda sulle identità in trasformazione, sulle contraddizioni della modernità e sul potere dell’arte di farsi veicolo di cambiamento e consapevolezza”.

Due appuntamenti segnano l’apertura della mostra: venerdì 28 marzo alle ore 11 Shirin Neshat incontrerà gli studenti e le studentesse di licei, università e accademie al PAC per raccontare il suo lavoro; grazie alla collaborazione con Cineteca Milano, lunedì 31 marzo alle ore 20.30 l’artista presenterà al Cinema Arlecchino il film ‘Land of Dreams’ (2021), diretto con Shoja Azari, opera che ha debuttato alla 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – La Biennale di Venezia.

Artista multidisciplinare, Shirin Neshat si è confrontata con la fotografia, il video, il cinema e il teatro, creando narrazioni altamente liriche, oltre a visioni politicamente cariche, che mettono in discussione questioni di potere, religione, razza e relazioni tra passato e presente, Oriente e Occidente, individuo e collettività. La lente attraverso cui Neshat interpreta la Storia e la Contemporaneità non solo del suo Paese d’origine, l’Iran, ma del mondo intero, è lo sguardo delle donne: dagli esordi nei primi anni Novanta con la serie fotografica Women of Allah, i celebri corpi femminili istoriati con calligrafie poetiche, fino a ‘The Fury’, video-installazione che anticipa il movimento ‘Woman, Life, Freedom’.  La ricerca di Shirin Neshat travalica il tema di genere e, partendo dal dualismo uomo-donna, indaga le tensioni tra appartenenza ed esilio, salute e disagio mentale, sogno e realtà.

Tra le opere esposte, solo per citarne alcune, oltre al video a due canali affiancanti ‘Fervor’, storico lavoro appartenente alla prima trilogia dell’artista che racconta l’incontro di un uomo e una donna focalizzando l’attenzione sugli elementi che li uniscono – che apre il percorso espositivo – anche la video-installazione ‘Land of Dreams’, che comprende una serie di 111 ritratti fotografici e un video a due canali focalizzati sulla narrazione della dicotomia tra Oriente e Occidente, sogno e veglia, realtà e rappresentazione. E ancora, domina visivamente la mostra la celebre serie ‘Women of Allah’, presentata lungo la balconata del museo: le iconiche opere vedono la sovrapposizione di versi poetici e motivi decorativi sui corpi velati delle donne, trascritti con inchiostro calligrafico sull’immagine fotografica.

La mostra è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Body of Evidence è realizzata grazie a Tod’s, sponsor della programmazione annuale del PAC, con la partnership tecnica di Coop Lombardia, grazie a Reti S.p.A. e con il supporto di Vulcano.

In concomitanza con la mostra, nella Project Room il PAC presenta la prima personale italiana dell’artista marocchina Celine Croze, classe 1982. Sensibile alle crepe che attraversano la nostra società, Croze utilizza i codici cinematografici per tradurre il mondo che guarda. SQEVNV – acronimo di “Siempre que estemos vivos nos veremos” (Finché saremo vivi, ci vedremo), è un’installazione fotografica e video site specific, curata di Claudio Composti, in cui amore e violenza, Eros e Thanatos raccontano la vita e la morte attraverso atmosfere oniriche, simbologie e archetipi.

La proiezione al Cinema Arlecchino
In occasione di Milano Art Week, lunedì 31 marzo alle ore 20.30 PAC e Cineteca Milano presentano Land of Dreams (2021), film diretto dall’artista e regista Shirin Neshat (Qazvin, Iran, 1957) insieme a Shoja Azari (Shiraz, Iran, 1957). Il film, che ha debuttato alla 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, allude alle similitudini presenti tanto nella società statunitense quanto in quella iraniana e, attraverso il sogno e la pericolosità di ideologie e pratiche politiche oppressive, mostra il fatto che, in fondo, orrori come morte e abbandono siano esperienze drammaticamente condivise da tutti gli esseri umani.
Il film sarà proiettato in lingua originale (inglese) con sottotitoli in italiano, la proiezione sarà inoltre introdotta dall’artista insieme a Diego Sileo e Beatrice Benedetti, curatori della mostra (informazioni https://www.cinetecamilano.it/film/land-of-dreams/).