
La mostra personale di Federica Rugnone Re_Human si inaugurerà il prossimo 7 aprile alle ore 18 alla AOC F58 – Galleria Bruno Lisi. La personale, accompagnata dal testo di Benedetta Carpi de Resmini, sarà visitabile fino al 24 aprile.
Il progetto Re_Human risponde alla necessità condivisa dall’artista di un ripensamento del concetto di umano, che si ponga al di fuori delle categorie gerarchiche imposte dalla società occidentale. La presenza dell’underscore nel titolo (“_”) aggiunge una dimensione di ricostruzione e di connessione tra elementi separati.
L’esposizione si concretizza in un corpus di immagini fotografiche che mettono a confronto l’essere umano con gli elementi naturali e animali, ricucendo il legame con la terra, con le componenti inanimate e i suoi abitanti animati. Le fotografie sono accompagnate da ceramiche e da un’installazione realizzata con materiali organici.
Come afferma Benedetta Carpi de Resmini, «Federica Rugnone esplora con il suo lavoro il confine poroso tra umano e non umano, mettendo in discussione le gerarchie imposte dalla società occidentale e rivelando ciò che essa ha sistematicamente rimosso».
In particolare Rugnone, che si sofferma spesso nella sua opera sull’idea del ritmo e della ciclicità dei processi biologici, sull’alternanza di vita e morte, mostra in quest’occasione i frutti della sua ricerca sulla “comune discendenza”. Si tratta di un concetto che sfida la separazione artificiale tra uomo e natura, tra razionalità e sensibilità. L’artista spiega, infatti: «a forza di separare, di depurare, ci siamo allontanati dall’idea di comunanza e di prossimità creando gerarchie funzionali a sfruttare e controllare al meglio gli scarti». Per scarti si intende la rete di esclusione applicata su tutto ciò che non rientra nel paradigma dominante: l’ambiente, le donne, i disabili, le minoranze etniche, gli animali.
La mostra Re_Human vuole, da una parte, puntare il dito contro la violenza perpetrata sull’ambiente come si riscontra nella deforestazione selvaggia, nell’estinzione delle specie, nella mercificazione della vita. Dall’altra, mette in luce l’ingiustizia di alcuni meccanismi sistemici (più o meno consapevoli) che portano all’emarginazione di alcuni individui ritenuti più deboli e quindi alla prevaricazione e all’abuso di potere.
Le infiorescenze delle graminacee sono trasformate in trecce di capelli divenendo simbolo di una volontà di ri-connessione con la parte naturale rimossa o dimenticata ma sempre pronta a riemergere nell’uomo. L’immagine della treccia rievoca, inoltre, il gesto rivoluzionario del taglio delle chiome da parte delle donne iraniane, la forza della protesta quando da iniziativa personale si trasforma in azione collettiva.
Sono esposte, inoltre, delle cesoie per animali che ricalcano l’atto del taglio netto, la separazione da radici virulente, legate a secoli di dominio, esclusione e marginalizzazione. Si vuole quindi alludere, oltre all’idea della lotta, anche al momento successivo del riscatto. Proprio per questo, l’artista ha coinvolto l’attivista e scrittrice italo-iraniana Pegah Moshir Pour, invitandola a prestare alcune frasi che sono state incise sulla superficie delle cesoie. Le frasi scelte si riferiscono a stereotipi e convinzioni profondamente radicate nella società. L’augurio consiste così non solo nella messa in discussione di pensieri, pratiche e abitudini “tossici” ma alla loro stroncatura e recisione, dalla testa alla coda.
Bio
Federica Rugnone (1987) è un’artista e docente di antiche tecniche di stampa. Laureata in scienze filosofiche a Firenze dopo gli anni di studio a Bologna e Parigi, attualmente vive a Roma con studio a Ombrelloni art space, in San Lorenzo.
Attraverso mezzi espressivi come la fotografia, l’incisione e la ceramica, indaga le connessioni tra ambiti che consideriamo distinti: l’uomo e il regno vegetale, lo spazio geometrico e lo spazio sentito. Riconsiderare i confini, superarli, permette di scoprire delle affinità tra mondi solo apparentemente lontani, problematizzando l’idea del “diverso”.
Ha esposto in mostre personali presso la Galleria Gallerati di Roma (Sacer, La mostruosità del sacro, 2023), a Firenze, presso la Fondazione Il Bisonte (La Comune discendenza, 2021), allo Studio 38 Contemporary Art Gallery di Pistoia (Human Nature, 2019).
Le sue opere sono state presentate anche a Soho House di Roma (2024), al premio Santa Croce Grafica (2021), in festival come il SiFest off di Savignano sul Rubicone (2017), il Festival dei Due Mondi di Spoleto (2017), la kermesse fotografica Camera Work di Ravenna (2018).
I suoi lavori sono entrati a far parte di collezioni come la Soho House Foundation, Fondazione il Bisonte, Gabinetto di arte grafica di Santa Croce, Villa Rondinelli.
Sede AOC F58 – Galleria BRUNO LISI, via Flaminia 58 – Roma (metro A fermata Flaminio)
Artista Federica Rugnone
Titolo Re_Human
Testo critico Benedetta Carpi de Resmini
Inaugurazione lunedì 7 aprile 2025 – dalle 18,00 alle 20,30
Periodo dal 7 al 24 aprile 2025
Orario dal martedì al venerdì, dalle 17,00 alle 19,30