Caporalato e carceri. Le vergogne di cultura ed economia

Caporalato e carceri. Due delle questioni estreme della inciviltà italiana. Ogni tanto riemergono perché ci vengono sbattute in faccia le estreme conseguenze della loro esistenza, tutti ne parlano e, nell’informazione, diventano anche titoli di apertura. Ma dopo tornano in coda, fino a sparire e restare nei commenti di fondo di chi non ha nessun potere di decisione. Mentre quelli che potrebbero decidere continuano a non fare nulla.

Abbiamo ascoltato qualcuno favorevole a paghe di due euro l’ora per il lavoro agricolo? No!

O qualcuno che – pur in delirio di giustizialismo – lodi il fatto che ognuno, in carcere e non solo, muoia per il proprio male? Giammai!

Eppure siamo sempre lì.

Con alcuni Comuni che per farsi pubblicità, fanno sapere che i propri dipendenti non li pagano meno di 9 euro l’ora (1). NOVE EURO (non venti come dovrebbe essere il minimo dignitoso -2)… come farsi pubblicità di buonismo sulla pelle dei lavoratori… Con i disperati immigrati (regolari e clandestini) che continuano a raccogliere la frutta e verdura che abbiamo sulle nostre tavole.. magari non a due euro ma 4-5… che goduria!.

Con le carceri prossime a 60 suicidi dall’inizio dell’anno a causa del sovraffollamento (3) e nessun progetto di amnistia/indulto o cose del genere, per renderle – pur nel loro squallore edilizio ed organizzativo – meno criminali.  E il nostro ministro della Giustizia, col suo Governo, che si vanta di una cosa che ha chiamato riforma e che, come elemento distintivo, ha reso più consolidata la reclusione di bimbi con mamme detenute. Pene alternative al carcere… roba da estremisti sognatori del Diritto. E intanto le carceri sono piene di tossicodipendenti, immigrati e poveri… e non è un libro che potrebbe scrivere Alessandro Manzoni.

Caporalato e carceri. la situazione di oggi è – peggiorata – uguale a quella di 50 anni fa. Prospettive? Bla bla… ma solo quando c’è qualche morto di mezzo, o meglio qualche assassinato da questo regime.

Contesto. Per le carceri c’è un magistrato che, a fronte della richiesta di acqua calda nei bagni, ha detto che le carceri non sono alberghi. E ci sono carceri che devono ancora installare i ventilatori che diversi anni fa una pubblica amministrazione aveva loro “donato”. La raccolta di frutta e verdura a paghe da criminali continua imperterrita perché, altrimenti, cosa dovremmo mettere sulle nostre tavole e, nel caso, a che prezzi (ho domandato ad un ristoratore che mi parlava dei prezzi dei pomodori e della schiavitù di chi raccoglie questo frutto, e alla mia domanda se era disposto a pagare i pomodori dieci volte di più… ha nicchiato).

Facciamo attenzione. Che caporalato e carceri non sono problemi solo d’estate quando si raccoglie più verdure e frutta nei campi e nelle carceri si esplode di caldo… sono problemi ETERNI che i decisori della  politica non sono in grado di affrontare se non ingannando le vittime (tra cui noi che, nella società, ne subiamo le conseguenze).

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc

 

 

1 – il miserabile livello di un proposta di legge di alcuni partiti di sinistra che sono stati bloccati da altri di destra che – secondo loro – in questo modo si ledeva il libero mercato

2 – https://www.repubblica.it/solidarieta/equo-e-solidale/2024/02/26/news/salario_minimo-422208211/#:~:text=di%20Laura%20Pertici-,Salario%20minimo%2C%20%E2%80%9C11%2C50%20euro%20netti%20ogni%20ora%20perch%C3%A9,i%20salari%20diminuiscono%20anzich%C3%A9%20aumentare

3 – https://droghe.aduc.it/articolo/carceri+scoppiano+svuotiamole+basta+col_37870.php