L’AVESSE DETTO: IL MONDO È ANDATO A DESTRA E ORA QUESTO È IL RISULTATO

E’ stato un venerdì nero, una tragedia che vede bruciare milioni di dollari ed euro sui vari mercati. Milano segna un catastrofico -7,9.
Wall Street piange. L’effetto dell’annuncio dei dazi da parte di Trump, dicono gli esperti, riporta all’11 settembre. Una giornata così non si registrava dai tempi drammatici del Covid.
Gli economisti ci spiegano che i dazi sono come un boomerang, mettono in ginocchio chi li riceve, ma fanno danni anche a chi li ha lanciati. Questa è la partita a poker più scorretta di sempre, ma Donald Trump, la peggiore immagine della destra populista e sovranista, la sta giocando con il ghigno sul viso. Vuole annettere il mondo. Ieri ho ricordato l’Hitler di Charlie Chaplin che gioca con il mappamondo.
I tempi cambiano, il leader del nazismo, il male assoluto, ora ha la faccia antipatica del pregiudicato Trump. Certo, non è possibile un paragone con il peggior criminale della storia. Ma la megalomania, del bullo americano un poco lo ricorda. Ieri, dopo aver ribaltato l’economia del mondo, s’aggirava su televisioni e telefonini per vendere a soli cinque milioni di dollari la residenza in America, una carta d’oro con il suo faccione. Un vero affare. Un modo di dire: voglio solo i ricchi, per chi non è milionario non c’è posto.
Questa destra che, democraticamente, bene ricordarlo, si sta impossessando del mondo non è buona cosa. E ora si vedono gli effetti. Trump vuole mettere in ginocchio l’economia mondiale – è questa la sua guerra, nemmeno un colpo sparato -, costringere gli imprenditori a trasferire le proprie aziende negli Usa, in cambio benefici fiscali e contributi di Stato. La “nostra” Lavazza dice di essere già pronta al trasloco. Altre seguiranno.
Solo un grullo come Salvini poteva dichiarare che in fondo i dazi possono essere una grande opportunità. Matteo Renzi l’ha sistemato con una battuta (maledetti toscani): “Di economia capisce meno che di treni…”. La verità è che ora, spiazzati dalla mossa di Trump, è difficile per i sovranisti e populisti di casa nostra reggere la coda di Trump.
La Meloni arranca, non può certo difendere quello che era il suo idolo a stelle e strisce. E, visti ora, i suoi viaggi anda e rianda per baciare la pantofola dell’immobiliarista che vive nella Casa Bianca sembrano più che patetici. Non posso sapere che cosa pensasse “So Giorgia”, allora. Gli avrà detto: “Siamo dalla stessa parte, io tifo per te”. Trump le ha sorriso e se n’è bellamente fregato d’essere adulato dalla premier di un Paese che lui vuole svuotare.
Intanto, mentre tutti si affannano per capire i reali disastri che causeranno i dazi, nessuno sembra più pensare a Putin, un altro dei peggiori esponenti della destra sovranista e populista. Ora Trump finge di essere offeso dal comportamento dello Zar, ma nessuno mi toglie dalla testa che i due siano da tempo d’accordo sulla spartizione dell’Europa, della quale al presidente Usa importa meno che niente. L’ha detto in tutti i modi, anche quelli meno garbati, a lui più consoni.
Intanto, nella striscia di Gaza, quell’altro farabutto di Netanyahu continua il massacro. Rappresenta la peggior destra ci sia mai stata in Israele, è convinto di poter sterminare tutti i palestinesi, dal primo all’ultimo di quelli rimasti.
All’inizio ero perplesso, vicino da sempre a Israele anche per motivi familiari, mi sembrava assurdo volerlo processare. Ora, mi sono convinto che questo fascista assassino non meriti nemmeno il processo.
Mentre Biden che, per l’età, molti consideravano rincoglionito, mostrava grande imbarazzo per quello che combinava Netanyahu, Trump, ora, in quella zona ha problemi bel più più importanti e preziosi di combattere i palestinesi. D’accordo con il leader israeliano vuole farli sparire tutti. Non si è ben capito dove voglia metterli. Per lui la Palestina può diventare una specie di costa Smeralda. Come Paperoni de Paperoni vede dollari ovunque.
Eccola la vera destra, fare soldi. Che sia la Palestina o La Groenlandia cambia poco. Fino a qualche giorno fa, un qualsiasi presidente o premier di un Paese avesse parlato di assoggettare il terreno di un altro Stato, lo avrebbero ricoverato, previo Tso. Ora tutti sperano che non sia vero. Anche quelli che dicevano: non c’è da preoccuparsi, fa così per spiazzare tutti. Ne riparleremo quando qualche coglione sbarcherà in Groenlandia con una bandiera a stelle e strisce, come fosse la Luna, il 20 luglio 1969.
Nicola Forcignanò