Acque reflue non trattate. Le multe Ue le dovrebbero pagare i politici di tasca loro

La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha inflitto una multa all’Italia perché non ha provveduto agli obblighi che aveva per il trattamento delle acque reflue (1). E’ la seconda condanna dopo una simile sentenza del 2014. Sono venti anni che esiste questa direttiva che impone il trattamento per proteggere la salute umana e l’ambiente, dovendo trattare queste acque reflue urbane prima di scaricarle nell’ambiente.

L’Italia dovrà pagare una somma forfettaria di 10 milioni e una penalità di EUR 13.687,500 per ogni semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza del 2014, a partire da oggi e fino alla completa esecuzione di questa sentenza.

Questi soldi, ovviamente, saranno pagati da tutti i contribuenti. La responsabilità è dei politici che facevano parte dei governi a partire dal 2014. Politici di varia tacca e colore che oggi non ne subiranno nessuna conseguenza, se non quella di ogni contribuente che dovrà subire le conseguenze del venir meno di questi importi dai bilanci generali dello Stato.

Per un minimo di dignità e rispetto verso i cittadini e le istituzioni, crediamo sarebbe opportuno che ognuno di questi esponenti istituzionali pagasse di tasca propria, visto che quanto accaduto è solo per la loro ignavia nei confronti di impegni che l’Italia aveva preso, e di cui loro avrebbero essere meri esecutori.

Temiamo che questa nostra richiesta finirà nel vuoto (come accade per la responsabilità civile dei giudici), anche perché qualcuno di questi politici ci ricorderà che al momento ci sono cose più importanti… tipica considerazione di chi non vuole mai assumersi le responsabilità delle proprie incapacità.

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc

 

1 – https://www.aduc.it/notizia/trattamento+acque+reflue+urbane+corte+giustizia+ue_141000.php