
Elezioni, Pierpaolo D’Urso: Democrazia Data-Driven contro la disinformazione
“La disinformazione ha un effetto devastante sulla partecipazione democratica- afferma il Preside D’Urso- mettendo in crisi la fiducia nelle istituzioni, nel processo elettorale e nei media. Diffonde il sentimento che ‘tanto nulla cambia’ o che ‘sono tutti uguali’, spingendo molti cittadini a non recarsi alle urne e a sentirsi estranei al sistema democratico. Questo fenomeno è particolarmente pericoloso perché l’astensionismo non è solo un sintomo della crisi della democrazia, ma ne diventa anche un acceleratore: più cresce il numero di elettori che si allontanano dalla politica, più aumenta il rischio che le istituzioni perdano legittimità, aprendo la strada a populismi e derive autoritarie”.
Il preside Pierpaolo D’Urso della Facoltà di Scienze politiche, Sociologia, Comunicazione della Sapienza di Roma ha fatto un analisi che non fa una grinza, ma non ha considerato un fattore che reputo fondamentale per avviare il cambiamento che auspica: la profonda ignoranza del popolo italiano.
Sulla carta, ci sono più laureati e diplomati che in passato, ma nella realtà le nuove generazioni – che votano – non leggono e non sanno scrivere. Sono incollati ai loro smartphone a guardare in maniera compulsiva video su YouTube e a pubblicare tutti i loro pensieri su Facebook e Instagram, ma non leggono, non si informano in maniera intelligente, non si interessano di politica e della società in cui vivono.
Questo, secondo me, è il problema più importante che dobbiamo risolvere. Solo conoscendo la politica, i politici, come funziona lo stato e la pubblica amministrazione e i problemi della nostra società, possiamo sperare che il popolo italiano torni a votare e riesca a votare in maniera consapevole.
Lettera firmata