CHE GUEVARA tú y todos. L’uomo dietro il mito

Bologna – Al Museo Civico Archeologico di Bologna si è svolta la conferenza stampa della mostra CHE GUEVARA tú y todos, un viaggio intimo, autentico nella vita di Ernesto Guevara de la Serna (Rosario, 1928 – La Higuera, 1967), universalmente conosciuto come Che Guevara.

Durante la conferenza sono intervenuti l’Ambasciatrice di Cuba in Italia S.E. Signora Mirta Granda Averhoff, la Vicesindaca del Comune di Bologna Emily Marion Clancy, la Direttrice del Museo Civico Archeologico | Settore Musei Civici Bologna Paola Giovetti, la Coordinatrice progetti speciali del Centro de Estudios Che Guevara a L’Avana Aleida Guevara e il Curatore della mostra Daniele Zambelli.

Uno degli elementi distintivi della mostra è stata la stretta collaborazione con il Centro de Estudios Che Guevara a L’Avana e il prezioso supporto di Aleida March, moglie di Che Guevara e del figlio Camilo Guevara, scomparso nel 2022.

Il Sindaco di Bologna Matteo Lepore ha dichiarato: “Siamo lieti di ospitare Che Guevara tú y todos, una mostra molto attesa perché capace di raccontare quello che c’è dietro l’icona del rivoluzionario che ha combattuto a costo della propria vita le ingiustizie nel Sud del mondo e che ha rappresentato la speranza per tante persone in ogni luogo. Questa esposizione, frutto di un importante lavoro di ricerca e ricostruzione storica, mostra le pieghe della storia privata di Ernesto Guevara, il tempo dove ha radicato le convinzioni ideali profonde, ma anche il dolore della rinuncia agli affetti più cari. Un ritratto accurato anche nelle incongruenze, che restituisce pienezza e dimensioni di un uomo sicuramente straordinario, ma allo stesso tempo fragile e figlio del proprio tempo. I visitatori potranno immergersi in questa mostra respirando le stesse domande, gli stessi dubbi, la stessa urgenza di restituire dignità a chi è stato schiacciato dal potere e dimenticato. Ringrazio gli ideatori ed organizzatori della mostra, il nostro Settore Musei e il Museo Civico Archeologico”.

Il Curatore della mostra, Direttore creativo di Simmetrico e Presidente di Alma Daniele Zambelli, dopo aver salutato e ringraziato i partecipanti alla conferenza stampa, ha presentato la mostra raccontandone i contenuti e i valori.
“La mostra CHE GUEVARA tú y todos si propone di superare l’immagine stereotipata dell’eroe rivoluzionario chiuso nella sua rigidezza per rivelare l’uomo. Attraverso documenti inediti, diari, lettere e registrazioni, emerge un Che intimo, fragile e determinato, combattuto tra ideali e affetti. La tenerezza e la passione, il dolore e la malinconia che traspaiono dai suoi scritti più personali ribaltano l’immagine del combattente imperturbabile. La mostra permette di scoprire Guevara non solo come rivoluzionario e guerrigliero ma anche come padre, amico, marito innamorato e figlio devoto. Le sue parole, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, rivelano un uomo guidato da un forte senso di giustizia sociale ma attraversato da dubbi, contraddizioni e amare riflessioni. Siamo riconoscenti alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO che ha concesso il suo patrocinio alla mostra Che Guevara tú y todos di Bologna, in considerazione del valore culturale dell’iniziativa. Tutta la documentazione della mostra proviene infatti dall’archivio del Centro de Estudios Che Guevara, riconosciuto patrimonio di interesse “Memoria del Mondo” dall’UNESCO. Un ringraziamento e un affettuoso pensiero a Camilo Guevara, che non è più con noi. La sua generosa disponibilità nell’accesso all’archivio del Centro de Estudios Che Guevara e il suo impegno e la sua sensibilità nella divulgazione della figura del padre ci hanno fatto da guida nello sviluppo del progetto. Desidero dedicare questa mostra alla sua memoria”.

Così aveva scritto Camilo Guevara March, nel 2017, in occasione della prima edizione della mostra a Milano: “Il nostro lavoro, più di altri, è interessante perché traccia in maniera trasparente il racconto di una vita iniziata nel modo più comune e poi divenuta simbolo di un principio d’essere assolutamente singolare. Questo percorso, in ogni sua tappa, spesso ci viene mostrato dallo stesso Ernesto o Che, che ci prende per mano e ci conduce nella sua intimità, nel suo pensiero più profondo, nell’epopea più gloriosa, consentendoci di trascendere il tempo e di accompagnare il nostro anfitrione nel museo della sua vita, che ancora ispira il cuore di molti. È essenziale che il pubblico possa conoscere la vita di un uomo che è immortale, perché è qualcuno che ha ancora molto da insegnare. Se mio padre vive ancora nell’immaginario collettivo è perché, oggi come allora, le persone hanno bisogno di sostegno per continuare a lottare”.

LA MOSTRA
CHE GUEVARA tú y todos offre ai visitatori un percorso interattivo, costellato di supporti digitali e multimediali di ultima generazione, che mettono in luce i tre livelli in cui è strutturata la mostra.
Il primo livello, dimensione storica, descrive il contesto geo-politico in cui agiva Guevara.
Il secondo livello, dimensione biografica, documenta la formazione del giovane Ernesto negli anni precedenti la rivoluzione cubana e, dal 1959, la sua attività di uomo pubblico a Cuba e nello scenario internazionale.
Il terzo livello, dimensione intima, si sviluppa attraverso frammenti degli scritti più personali di Guevara: dai diari e dalle lettere alla famiglia e agli amici, fino alle inedite registrazioni di poesie.

Vengono presentati oltre 2.000 documenti, molti dei quali inediti: lettere, appunti, diari, fotografie scattate dallo stesso Guevara, immagini ufficiali e private, scritti autografi e filmati d’epoca, provenienti dall’archivio del Centro de Estudios Che Guevara a L’Avana.
Il pubblico viene introdotto alla mostra da pannelli che raccontano la storia di Cuba dal 1492 al 1952, anno dell’inizio della dittatura di Fulgencio Batista.
Quattro Album interattivi sfogliabili, raccontano, in ordine cronologico, le tappe significative della vita del giovane Ernesto prima di diventare il Che, attraverso materiali originali e inediti. La bicicletta, originale, usata da Ernesto per il suo primo viaggio in Argentina e il modello d’epoca della storica motocicletta Norton battezzata “Poderosa II”, con la quale Guevara e l’amico Alberto Granado attraversarono l’America Latina, completano il racconto di questo periodo.

Gli Album ripercorrono rispettivamente gli anni che vanno dal 1928 al 1949 ed esplorano i primi anni di vita di Ernesto. Altri due Album, raccontano gli anni fino al 1956 e documentano i viaggi in America Latina, intrapresi nel corso della sua giovinezza, che gli rivelano le diseguaglianze sociali, la povertà, le malattie, le ingiustizie sociali, lo sfruttamento sul lavoro e la mancanza di libertà del continente America. Temi che diventeranno fondamentali nella sua presa di coscienza sociale e nella costruzione del suo pensiero politico, fino ad abbracciare – a seguito dell’incontro con Fidel Castro in Messico – gli ideali della rivoluzione cubana.
In una lettera alla madre annuncia: “Qualche tempo fa, […] un giovane leader cubano mi ha invitato a entrare nel suo movimento, un movimento che era di liberazione armata nella sua terra, e io, naturalmente, ho accettato. […] Il mio futuro è legato alla rivoluzione cubana. O vinco con loro o muoio”. (Ernesto Guevara, lettera ai genitori – 6 luglio 1956)

Superata questa prima parte del percorso, il visitatore viene invitato a superare una “linea gialla” che rappresenta simbolicamente il passaggio forte della presa di coscienza di Guevara.
Superando la linea gialla il visitatore attraversa una parete a fasce mobili, su cui sono proiettate immagini patinate e glamour degli anni ’50.
All’avvicinarsi del visitatore le immagini glamour si dissolvono, rivelando povertà, denutrizione, malattie, le ingiustizie sociali e i mali che affliggevano l’America Latina.

La narrazione prosegue con una installazione che evidenzia gli anni durissimi della guerriglia contro la dittatura di Batista. Il Che combatte, organizza scuole rurali, istruisce i contadini e cura i feriti, anche quelli dei nemici, in condizioni di vita disumane, tra marce forzate e attacchi d’asma.
Ogni periodo viene contestualizzato dal racconto cronologico dei principali eventi a livello mondiale, in moda da percepire il loro riverbero sulla società cubana e sulla vita di Guevara.

Avanzando, il percorso si snoda attraverso una sequenza di immagini storiche, filmati e registrazioni di discorsi del Che, che vanno dal 1959, anno della Anno della Liberazione di Cuba, fino al 1967, anno della sua ultima missione in Bolivia. Sono anche gli anni degli incarichi istituzionali attraverso i quali Guevara contribuì a modellare il socialismo cubano, amministrando e riorganizzando la società dell’isola. Il visitatore ha la possibilità di scoprire fotografie, molti degli scatti sono di Guevara stesso, documenti ufficiali, audio, filmati, racconti, cartoline, lettere e poesie.

Il racconto della missione in Congo, propone un focus sulle motivazioni che spingono Guevara ad aderire all’Internazionalismo, scegliendo di portare la lotta fuori dall’America Latina.
Nella lettera d’addio a Fidel Castro ribadisce il suo obiettivo di combattere in prima persona contro l’imperialismo: “Altre sierras nel mondo reclamano il contributo delle mie modeste forze. io posso fare quello che a te è negato per le responsabilità che hai alla testa di Cuba, ed è arrivata l’ora di separarci”.
Anche le lettere alla moglie, ai figli e ai genitori danno voce ai suoi sentimenti e al suo desiderio di continuare a battersi in prima persona. Una lettera alla moglie dal Congo, dell’ottobre 1965, rivela però la consapevolezza di aver perduto qualcosa di inestimabile: “[…] Così è stato, per gran parte della mia vita; sacrificare gli affetti per ideali più alti; e pensare che la gente crede di avere a che fare con un robot senz’anima!”.

A conclusione della timeline, il pubblico può sfogliare direttamente, pagina per pagina, il diario del Che in Bolivia fino all’ultimo giorno: “7 ottobre 1967. Si compiono oggi 11 mesi dall’inaugurazione della guerriglia, senza complicazioni, bucolicamente […] L’esercito ha dato una strana notizia circa la presenza di 250 uomini a Serrano per impedire la fuga dei circondati, che dicono essere 37, precisando che saremmo nascosti in una zona compresa tra i fiumi Acero e Oro. La notizia sembra essere un diversivo.” L’8 ottobre il Che è catturato e il 9 ucciso.

Il percorso della mostra è intervallato da 3 installazioni audiovisive che ripercorrono il racconto intimo e personale, dettato dalle parole dei diari, dalle riflessioni e dalle emozioni del Che.
3 tavoli interattivi consentono approfondimenti e la consultazione integrale dei numerosi documenti.
A coronare la mostra, un’installazione multidimensionale, opera dell’artista americano Michael Murphy, pioniere della Perceptual Art, intitolata Che, portrait of Ernesto Che Guevara, dove un sorprendente effetto ottico trasforma il volto iconografico del Che nella sua firma.

Nozioni tecniche
Lo studio, l’ideazione e lo sviluppo della mostra hanno coinvolto per 2 anni il team di Simmetrico Cultura, un gruppo di lavoro di 10 persone, tra autori, curatori, cattedratici e archivisti.
Durante i 3 mesi di studio a Cuba, presso l’archivio del Centro de Estudios Che Guevara sono stati visionati oltre 2.000 documenti, circa 100 ore di documentari, cinegiornali dell’epoca, spezzoni e girati d’archivio, sono state ascoltate e analizzate oltre 14 ore di registrazioni di discorsi ufficiali.
La base bibliografica della mostra si compone di oltre 40 titoli tra editoria europea e cubana a cui si sommano le oltre 100 pubblicazioni tra tesi di laurea, saggi e articoli della stampa internazionale.
L’attuazione e la costruzione della mostra hanno coinvolto per sei mesi oltre 20 professionisti tra architetti, art director, sound designer, progettisti delle luci e degli apparati di proiezione, team dedicati alle animazioni grafiche e video, montatori, grafici.

La mostra è patrocinata da:
• Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO
• Ambasciata di Cuba in Italia
• Regione Emilia-Romagna
• Comune di Bologna

Ha collaborato:
• Settore Musei Civici Bologna | Museo Civico Archeologico 

La mostra è prodotta da: